Strategia, project management e performance digitali: l’approccio di Synesthesia Commerce alle principali sfide dell’e-commerce

Web e Ecommerce

21 Gennaio 2026

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Versione breve 45
intervista a Michela Clemente

Con la chiusura dei saldi invernali e l’avvio di nuovi progetti e-commerce, i team digital affrontano il periodo più critico dell’anno. Michela Clemente, Senior E-Commerce Strategist della divisione Commerce di Synesthesia, ci racconta come organizzazione, strategia e lavoro di squadra permettano di affrontare sfide complesse come ottimizzazione del magazzino, gestione dei resi e conversione dei carrelli abbandonati, trasformando i momenti di pressione in opportunità di crescita.

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Michela, il tuo ruolo come E-Commerce Strategist di Synesthesia richiede una forte capacità di coordinamento. Quali competenze ritieni oggi indispensabili per guidare con successo progetti digitali complessi?

Credo che il cuore della strategia e del project management sia il controllo: garantire che un’idea di business diventi realtà rispettando tempi, costi e qualità. Nell’e-commerce questo richiede molta organizzazione perché il contesto è volatile e la complessità tecnica evolve continuamente.

Per guidare progetti complessi come quelli che seguiamo in Synesthesia serve innanzitutto una visione sistemica (capacità di collegare i puntini). Come Strategist e PM e-commerce dobbiamo comprendere profondamente il modello di business del cliente e mercato in cui opera. Se non sappiamo come ad esempio un flusso ordine impatti su altri ambiti logistici o sul retail fisico, non stiamo gestendo un progetto, stiamo solo consegnando una macchina. Il nostro ruolo in questo caso è leggere questi collegamenti, anticipare i colli di bottiglia e mettere ordine nel caos, traducendo esigenze di business e vincoli tecnici in soluzioni chiare e scalabili. Così l’architettura finale diventa solida, sostenibile e orientata ai risultati.

Infine, è essenziale bilanciare organizzazione e reattività strategica. L’e-commerce non dorme mai ed scandito da picchi stagionali ad altissima pressione, come il periodo che va dal Black Friday al Natale. Il coordinamento non riguarda solo i task, ma richiede lucidità decisionale e adattamento continuo. 

Con l’avvento dell’AI, come è cambiato il tuo ruolo e quali strumenti o approcci digitali ritieni più efficaci per sfruttare al meglio le nuove tecnologie?

Per noi Strategist e PM l’AI è diventata un copilota che permette di gestire la complessità con una velocità prima impensabile, intervenendo su tre livelli principali:

  • efficientamento del workflow di puro project management, compiti come la stesura di documentazione tecnica, user stories o verbali richiedono ore. Oggi, l’AI generativa ci permette di creare bozze di alta qualità in pochissimi minuti. Questo significa che possiamo avere più tempo per concentrarci su ciò che conta davvero: il raggiungimento degli obiettivi e il rapporto con i clienti.
  • Analisi dei dati e supporto decisionale. I tool di sintesi dati e analisi predittiva oggi ci aiutano a sintetizzare enormi moli di informazioni (dalle performance di vendita ai comportamenti degli utenti) estraendo pattern che ci aiutano nelle nostre scelte strategiche. Non guardiamo più solo a cosa è successo ma, grazie a modelli predittivi, riusciamo a ipotizzare cosa accadrà, permettendoci di consigliare al cliente in tempi più rapidi azioni proattive invece che reattive. 
  • Automazione delle operazioni e-commerce: l’integrazione dell’AI nei processi quotidiani permette di velocizzare molte attività complesse, come l’automazione della classificazione dei cataloghi o all’ottimizzazione delle descrizioni prodotto in ottica di indicizzazione (SEO o per gli stessi agenti AI).

Resta, però, centrale il pensiero strategico: l’AI funziona solo se guidata da input corretti e da una lettura critica del contesto; nel dipartimento Commerce di Synesthesia abilita le persone a essere più creative, strategiche e focalizzate sugli obiettivi.

Nei progetti e-commerce complessi, la collaborazione tra team multidisciplinari è spesso determinante per il successo. Quanto è importante per te lavorare in un ambiente come quello di Synesthesia, ricco di professionalità diverse, per garantire la qualità dei progetti?

In un ambito come l’e-commerce, in cui il confine tra strategia di vendita, stack tecnologico e marketing è quasi invisibile, lavorare in un ambiente multidisciplinare come quello di Synesthesia è puro valore aggiunto e in alcuni casi fattore abilitante.

Per me in particolar modo, come e-commerce Strategist e PM lead, l’importanza di questo contesto si traduce prima di tutto nell’abbattimento dei silos informativi: nei progetti complessi il rischio più grande è che la tecnologia ignori la strategia o che il design non tenga conto delle dinamiche di vendita. Coesistere nello stesso spazio fisico e progettuale ci permette invece di disegnare soluzioni ragionate e che convergono verso l’obiettivo di business del cliente.

Anche nella gestione quotidiana di progetti, la velocità di confronto tra professionalità diverse riduce drasticamente i tempi di reazione e assicura quella continuità operativa che per un e-commerce è vitale.

Vedo Synesthesia come laboratorio “contaminato”: il confronto quotidiano tra professionalità e punti di vista diversi ci spinge a non accontentarci mai di soluzioni standard, garantendo ai clienti soluzioni solide da più punti di vista, coerenti e capaci di scalare nel tempo.

I saldi rappresentano un banco di prova cruciale per i team Commerce. Dal tuo punto di vista, quali strategie di pianificazione e gestione dei flussi permettono di massimizzarne l’efficacia senza compromettere l’esperienza dell’utente?

Affrontare un picco stagionale e-commerce, come i saldi, significa gestire una complessa sincronizzazione tra pianificazione anticipata e reattività.

Il lavoro inizia mesi prima con l’analisi dei dati storici e la definizione di forecast realistici: non si tratta solo di decidere uno sconto, ma di costruire una roadmap di azioni che bilanci le aspettative dei clienti con gli obiettivi di margine e la disponibilità di magazzino. La priorità è garantire che l’infrastruttura regga l’urto, coordinando stress test preventivi e assicurandosi che le integrazioni tra piattaforma, sistemi di pagamento e logistica siano perfettamente allineate. La qualità dell’esperienza utente dipende infatti dalla fiducia nella promessa che facciamo sul canale e-commerce: ritardi o disallineamento dello stock tra e-commerce e magazzino può generare vendite di prodotti non disponibili e danni d’immagine.

Durante i picchi di vendita, la teoria lascia il posto a una regia reattiva e strategica: è fondamentale monitorare costantemente le performance per ricalibrare il merchandising o le promozioni in base all’andamento degli acquisti.

Questo dinamismo richiede un coordinamento estremo di tutti i team coinvolti che devono agire come un unico organismo sulla base di una visione lucida delle priorità. Il vero punto critico è quindi il presidio dei dati e la visione strategica. Massimizzare l’efficacia significa quindi garantire stabilità dei processi e reattività, trasformando un periodo di alta pressione in opportunità di conversione e fidelizzazione. 

L’ottimizzazione del magazzino è una sfida che coinvolge tecnologia, business e operations. Come supporti concretamente le aziende nello svuotare lo stock mantenendo coerenza con gli obiettivi aziendali?

Supportare un’azienda nell’ottimizzazione dello stock significa prima di tutto intendere il magazzino come risorsa dinamica, invece che come gigante statico. Il mio approccio non è mai solo scontare tutto, ma parte da un’analisi approfondita dei dati di performance, dalle aspettative dei clienti e della velocità di rotazione dei prodotti.

Attraverso il monitoraggio dei dati, identifichiamo lo stock dormiente o le eccedenze e costruiamo una roadmap di azioni mirate che rispettino il posizionamento del brand e i margini aziendali.

Concretamente, questo supporto si traduce su tre direttrici principali.

1) Lavoriamo sulla strategia commerciale: se un prodotto non performa sull’e-commerce principale, valutiamo la creazione di operazioni speciali o l’attivazione di particolari asset ecommerce, stimandone gli impatti e poi misurandoli. Un esempio è la creazione di bundle di prodotti: è particolarmente efficace perché permette di aumentare il valore medio dell’ordine svuotando contemporaneamente referenze a bassa rotazione insieme a prodotti top seller.

2) Interveniamo sulla tecnologia e sull’automazione, è fondamentale che il dato di magazzino sia integrato perfettamente con le piattaforme di vendita. Supportiamo le aziende nell’implementare logiche di merchandising intelligente: grazie all’adozione di strumenti basati su algoritmi o sull’AI, se il sistema rileva un eccesso di stock per una specifica referenza, l’e-commerce può metterla automaticamente in evidenza o suggerirla come prodotto correlato nel carrello, ottimizzando l’esposizione senza interventi manuali continui.

3) Consideriamo la componente di efficienza operativa, svuotare il magazzino non deve mandare in crisi l’equilibrio dei flussi interni. Il nostro ruolo sta anche nell’assicurarci che le campagne di smaltimento stock siano sostenibili per le capacità e risorse del cliente. Non stiamo solo cercando di ‘vendere di più’, ma di generare un flusso di cassa sano che permetta al cliente di reinvestire in nuovi assortimenti, mantenendo l’ecosistema e-commerce in perfetto equilibrio tra offerta commerciale e capacità di esecuzione.

Durante i picchi di vendita aumentano inevitabilmente anche i resi. Quali accorgimenti organizzativi e digitali possono aiutare a gestirli in modo più efficiente e sostenibile?

La gestione dei resi va vista come un asset strategico, non come un problema logistico. Per me la strategia più efficace è agire su due fronti: la prevenzione a monte e l’ottimizzazione dei flussi a valle. Dal punto di vista della prevenzione, la tecnologia, ancor più l’AI, ci offre strumenti potentissimi. Spesso il reso nasce da un’aspettativa disattesa, per questo lavorare sulla qualità dei dati di prodotto è fondamentale. Implementare ad esempio tabelle taglie dinamiche, strumenti di virtual try on o semplicemente arricchire le schede prodotto con recensioni verificate e contenuti video permette all’utente di fare acquisti con più consapevolezza, riducendo quindi il tasso di errore. 

Sul fronte dell’ottimizzazione, il segreto è l’automazione dei resi. L’implementazione di portali self-service consente agli utenti di gestire da soli il reso, riducendo il carico sul customer care e raccogliendo dati utili per intervenire tempestivamente su eventuali criticità, come difetti di prodotto o descrizioni poco chiare. La sostenibilità passa anche da una logistica più intelligente: reso in negozio o ottimizzazione dei ritiri riducono costi e impatto ambientale, trasformando il reso da inefficienza operativa a leva di valore per il brand: un utente che restituisce un prodotto senza frizioni è un utente che tornerà ad acquistare con fiducia.

Infine, i carrelli abbandonati restano una delle principali sfide per l’e-commerce. In che modo una gestione attenta dei dati e dei processi può trasformare questo problema in un’opportunità di conversione?

Non guardiamo il carrello come un numero freddo. Ogni abbandono è una conversazione interrotta che possiamo trasformare in vendita, se sappiamo ascoltare i segnali giusti.

La chiave è capire il motivo dell’abbandono – costi di spedizione, tempi di consegna o un checkout complesso – e intervenire con analisi della customer journey, strategie mirate e automazione personalizzata. Non tutti i carrelli abbandonati hanno infatti lo stesso valore: possiamo integrare flussi di marketing automation che segmentino gli utenti in base al valore del carrello o al loro storico di acquisto. Un utente ricorrente che abbandona un carrello importante merita un messaggio e un incentivo personalizzato, mentre un nuovo utente potrebbe aver bisogno solo di essere rassicurato. La vera opportunità di recupero e conversione sta proprio nel dimostrare all’utente che conosciamo le sue esigenze. Gestire bene i carrelli abbandonati significa recuperare fatturato, ma anche ridurre il costo di acquisizione e massimizzare il ROI dell’intero ecosistema ecommerce. 


Synesthesia offre una consulenza completa in ambito e-commerce per aiutare la tua azienda a raggiungere i propri obiettivi di business e incrementare le tue vendite. Ti accompagniamo passo dopo passo, curando ogni aspetto della tua presenza online, e forniamo supporto specifico per far crescere la tua attività, massimizzando l’efficienza e l’ottimizzazione di tutti i processi operativi. Contattaci per scoprire come possiamo valorizzare il tuo e-commerce.

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