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Blog > Intervista | 23 Giugno 2020

Synesthesia incontra Droplet. Intervista a Wolfgang Cecchin

Synesthesia e Droplet - Wolfang Cecchin

Dal 2003 Droplet offre ai propri clienti consulenza specializzata nelle attività di strategia digitale e gestione in ambito e-commerce. All’interno di questa video-intervista Wolfgang Cecchin (CEO e Founder di Droplet) ci racconta la storia della sua azienda, gli scenari futuri del mondo e-commerce e gli obiettivi che legano Droplet a Synesthesia.

 

 

Wolfgang, nel 2003 nasce Droplet. Ti va di raccontarci la sua storia?

“Droplet nasce a seguito di quella che era stata la grande disillusione di Internet. Tra il 1996 e il 2000 c’era stato il boom delle Internet Company e molte aziende erano entrate in borsa promettendo grandi fatturati. Tutto questo non era successo e nessuno più credeva nel web. In quel periodo avevamo trent’anni e avevamo subito capito che pubblicare un contenuto e vederlo immediatamente disponibile a decine di miglia di distanza era un fenomeno dal quale non si sarebbe più tornati indietro. L’altra cosa di cui ci siamo accorti in quel periodo è che la moda italiana non era ben rappresentata all’estero: in America, per esempio, i prodotti di moda italiana dei grandi marchi erano presenti soltanto nelle grandi città e se volevi comprare una borsa made in Italy dovevi prendere l’aereo. Ci siamo accorti ancora che c’era un bel differenziale di prezzo tra il prodotto italiano e quello americano. Abbiamo fatto due più due e abbiamo fondato Droplet, una gocciolina nel mare del web, e creato il nostro primo sito di e-commerce, Styledrops.com. Da allora ci siamo messi a vendere su internet accessori di moda italiana con più di 75.000 clienti ricorrenti e abbiamo spedito in 140 nazioni nel mondo. Una decina di anni fa è poi capitata un’altra cosa importante; a un certo punto produttori, rivenditori, terze parti, agenzie di trading si sono messi tutti a vendere prodotti online e noi abbiamo capito che avevamo l’opportunità di rivolgerci ad altre aziende fornendo servizi di e-commerce a 360°”.

 

Se non avessi creato Droplet?

“Questa è una domanda molto difficile perché vuol dire riflettere su una possibilità del passato. Io in realtà non ho iniziato a fare questo lavoro, non ho iniziato a fare e-commerce, non ho iniziato a occuparmi di internet, anche perché per tutte queste cose il mio mestiere non esisteva. Con il web è stato amore a prima vista. Se non avessi creato Droplet penso che avrei comunque creato Droplet o un’azienda che si sarebbe occupata di web e di e-commerce perché entrambe sono passioni forti per me”.

 

Quali sono i punti di forza di Droplet?

“Droplet ha una caratteristica particolare rispetto ad altre aziende che fanno lo stesso mestiere: ha fatto e-commerce in prima persona. Quindi noi portiamo sulle nostre spalle un’esperienza di ormai 17 anni di e-commerce e capiamo perfettamente quali sono le cose necessarie per vendere online. Un errore che vedo fare spesso è considerare il proprio sito come punto di arrivo. Il sito è il punto di partenza. Vi sono tutte una serie di attività come il social media management, il digital marketing, come la costante cura del catalogo per offrire al cliente un servizio migliore, di marketplace, di assistenza clienti. Noi ci siamo sempre occupati di spedizioni internazionali e conosciamo bene tutte le problematiche dei dazi. Rispetto ad altre aziende il nostro punto di forza è quello di riuscire a instaurare un dialogo con i nostri clienti supportandoli nel loro percorso di e-commerce con le attività che sono per loro importanti”.

 

Quale tipo di metodologia utilizzate nello svolgimento dei progetti?

“Nello svolgimento dei progetti cerchiamo di utilizzare perlopiù metodologie AGILE, cioè con sviluppi di prodotto costante e incrementale: ogni 15 giorni cerchiamo di far vedere al cliente un pezzo nuovo di progetto. Oppure cerchiamo di utilizzare metodologie DevOps, quindi con la possibilità di avere costantemente nuove funzionalità in produzione. Questo perché riteniamo sia meglio avere un feedback immediato del cliente. Ancora meglio riteniamo se si può avere il feedback degli utenti invece che avere cicli di lavorazione molto lunghi di 5-6 mesi o peggio un anno per cui non si sa mai se il prodotto realizzato avrà successo oppure no”.

 

Negli ultimi due anni avete lavorato insieme a Synesthesia su diversi progetti in ambito e-commerce. Quanto è stato importante lavorare con Synesthesia? Qual è stato il suo apporto? 

“Synesthesia è un’azienda che ci piace moltissimo per una serie di motivi. Cercherò di elencarne alcuni, ma non penso siano esaustivi. Il primo è che pensa costantemente all’innovazione e al futuro ed è in grado di cogliere per i propri clienti e partner quelli che sono gli spunti tecnologici più importanti, cioè quelli che sono in grado di creare business. Il secondo motivo è rappresentato dalla sua capacità di fare network con altre aziende. Il campo digital è vastissimo e con molte specializzazioni. Per le piccole e medie aziende non è facile avere tutte le competenze digitali al suo interno. Synesthesia è riuscita a fare network con altre aziende e partner, per cui c’è sempre uno scambio prolifico e utile di competenze e di aggiornamenti di tecnologie. Per noi è importante fare squadra con Synesthesia su progetti che per noi sarebbero troppo impegnativi. Un po’ come una sorella maggiore riesce a coinvolgerci su progetti che hanno importanza anche internazionale. Con Synesthesia abbiamo creato team di sviluppatori Magento con 5-6 programmatori che hanno lavorato in ambito AGILE su progetti a livello corporate, cosa che difficilmente Droplet avrebbe potuto fare da sola”. 

 

Quali sono gli scenari futuri che attendono Droplet?

“Gli sviluppi futuri che attendono Droplet sono connessi con l’evoluzione dell’e-commerce. Ormai da 5 anni si parla di due tendenze: il multi-channel e l’omnichannel. Il multi-channel è la possibilità di sviluppare canali di vendita diversi. Le aziende popolano i canali di Facebook, e-commerce e il negozio fisico in modo indipendente. Invece, l’omnichannel rappresenta una tendenza molto più pervasiva perché le aziende provano a costruire quello che viene definito una customer journey unica, per cui io posso vedere un prodotto su Facebook, andarlo a provare in negozio e acquistarlo sul sito dell’azienda. Questo approccio fino a qualche tempo fa veniva stigmatizzato. Negli ultimi anni in Cina sono stati creati dei negozi in cui vai provi il prodotto e lo ordini sullo smartphone. Altri esperimenti nel mondo dell’e-commerce vanno in questa direzione. Vi sarà sempre più integrazione tra il mondo fisico e quello online. I filosofi parlano di mondo “on life”. L’altra grande tendenza è l’e-commerce guidato dai dati, il cosiddetto “data-driven”: avere a disposizione i dati serve a migliorare il digital marketing da un lato e dall’altro a strutturare dei percorsi all’interno del mio e-commerce per determinate tipologie di utenti. Posso quindi creare dei cluster di utenti ordinati per tipologia. Si tratta di settori molto impegnativi che coinvolgono l’intelligenza artificiale e settori avanzati a livello tecnologico.

L’ottica è sempre quella di dare ai clienti di Droplet un’esperienza full-service il più possibile completa. Per questo è importante per noi appoggiarci ad aziende come Synesthesia che possono fare da guida verso nuovi scenari e nuove tecnologie”.

 

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