Temu contro tutti. Riuscirà il colosso cinese a monopolizzare il mercato mondiale?

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26 Marzo 2024

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Quale strategia di marketing e comunicazione si nasconde dietro l’irrefrenabile crescita di Temu? In questo articolo facciamo il punto della situazione analizzando passo dopo passo le mosse della piattaforma cinese dedicata al commercio online diretta concorrente di Amazon, ma anche di Alibaba. Per farlo partiremo dall’interessante analisi che è stata recentemente formulata da Ugo Leo su La Stampa.

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Lanciata negli USA nel 2022, la piattaforma cinese di e-commerce, si è rapidamente espansa a livello globale, scalando tutte le classifiche di download della sua app nei diversi mercati. Come riportato da SimilarWeb, a oggi si tratta, infatti, dell’app di shopping online più scaricata con quasi 152 milioni di utenti solo negli Stati Uniti. Nel 2024 il suo valore è di poco inferiore ai 150 miliardi di dollari e compete per il primo posto con Alibaba tra le aziende cinesi di maggior valore quotate in borsa negli Stati Uniti.

Nonostante pesanti controversie con i politici del Regno Unito e degli USA, nate da un’inchiesta condotta dal governo americano sulle possibili violazioni dei diritti umani nella produzione dei suoi articoli, Temu continua la sua crescita, con numeri che raramente sono stati toccati dai competitor.

E in Italia? Anche in questo caso, Temu ha conquistato il primo posto come app più scaricata nel 2023. Ma cosa si nasconde esattamente dietro questo successo clamoroso?

Quali sono i segreti di questo rapido successo?

La strategia di Temu consiste nell’offrire qualunque prodotto – dalla tecnologia, ai prodotti di bellezza, abbigliamento e qualsiasi altro accessorio a costi bassissimi con campagne di marketing decisamente aggressive. La riduzione dei costi di produzione è stata ottenuta eliminando l’intermediazione di magazzini per lo stoccaggio. Tutti gli articoli presenti sull’e-commerce sono prodotti dalle fabbriche cinesi e spediti direttamente senza doversi appoggiare ai magazzini dei Paesi di destinazione. L’impatto di questa strategia è stato enorme: secondo un rapporto del Congresso degli Stati Uniti, un terzo delle spedizioni entrate negli USA lo scorso anno proveniva da Temu e dal concorrente Shein.

Poco dopo il suo lancio è stata lanciata un’offensiva pubblicitaria gigantesca, il cui elevato investimento ha ridotto i margini di profitto, ma ha puntato sull’efficacia di una presenza pubblicitaria costante e capillare su più canali, anche tradizionali. 

Come vedremo, la conseguenza di questo investimento ha inciso molto sull’interesse dei consumatori nei confronti dell’app e non tarderà a manifestarsi contribuendo a una crescita senza precedenti.

Il potere della gamification

Oggi milioni di utenti in tutto il mondo, attratti dalla curiosità e dalle vantaggiose opportunità di acquisto, vengono coinvolti in una strategia che trasforma lo shopping in un’esperienza gamificata. 

La dinamica è tanto semplice quanto efficace: le rapide e coinvolgenti esperienze di gioco offrono la possibilità di vincere premi, rendendo gli acquisti quasi un’attività sociale da condividere. Questo approccio non solo promuove l’atto dell’acquisto, ma anche l’uso dell’app: più un prodotto viene acquistato, più il suo prezzo tende a scendere, più utenti vengono convinti a iscriversi, con un effetto “virale” che sui social risulta per molti utenti estremamente coinvolgente.

6 spot di 30 secondi al Super Bowl: quali risultati?

In una recente analisi di SimilarWeb riportata da Ugo Leo su La Stampa (articolo: Così Temu punta ad annientare tutti gli avversari dello shopping online: la strategia del colosso cinese spiegata in breve, 19 marzo 2024) i 6 spot pubblicitari di 30 secondi di Temu trasmessi durante il Super Bowl hanno prodotto i seguenti risultati: ben 8,2 milioni di persone hanno navigato sul sito e sull’app e nello stesso periodo i visitatori di Amazon ed Ebay sono diminuiti rispettivamente del 5% e del 2%. 

Numeri importanti,  frutto di un investimento pubblicitario di Temu da capogiro. Basti pensare che per realizzare un tipico spot di 30 secondi ci vogliono almeno 7 milioni di dollari. Ma questo non è tutto.

Non solo grandi spot pubblicitari, ma anche influencer marketing

Secondo il noto analista americano Neil Saunders, molto sarebbe stato speso anche in micro-marketing, attraverso il coinvolgimento strategico di influencer che hanno promosso prodotti e suggerito acquisti attraverso canali social come TikTok e YouTube. Una strategia particolarmente efficace, dato che i micro-influencer (max 10.000 follower) vantano comunità estremamente coese e fedeli, per cui il loro endorsement rappresenta un segnale di fiducia notevole verso i prodotti promossi, nonostante la qualità dei prodotti stessi.

L’uso dell’AI per produrre immagini di prodotti che ancora non esistono

Temu utilizza un sistema molto interessante basato sulla raccolta di dati su larga scala circa le tendenze dei consumatori sui prodotti più ricercati sul web. 

Stando a quanto riportato da Ugo Leo la piattaforma utilizzerebbe anche immagini generate dall’intelligenza artificiale per tenersi aggiornata sulle ultime tendenze, con un prodotto in vendita che potrebbe ancora non esistere fisicamente. Che sia questa l’ultima frontiera dell’e-commerce e dei marketplace? Nessuno al momento può dirlo con certezza, ma l’impiego dell’intelligenza artificiale abbinata al sapiente uso di enormi quantità di dati rappresenta una risorsa molto preziosa per tutti e un case study di assoluto interesse.. 

Per rispondere, infine alla domanda presente nel titolo di questo articolo, come riportato da Ugo Leo, gli analisti prevedono un’ulteriore espansione di Temu: per il prossimo biennio la strategia del colosso cinese potrebbe focalizzarsi esclusivamente sulla notorietà del brand e sulla conquista di nuove quote di mercato, lasciando in secondo piano la questione dei profitti.

La cosa curiosa che desta un po’ di preoccupazione nei competitor è, inoltre, che la qualità dei prodotti, a detta di molti analisti, ma anche degli acquirenti, non è poi così bassa. E questa appare una mossa strategica non banale, considerato che i marketplace di questo tipo non si sono di certo distinti in passato per aver puntato su design, qualità e performance dei prodotti, soprattutto di quelli tecnologici.


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