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Blog > Web e eCommerce | 11 Dicembre 2019

“Contract for the web”: scenari futuri per una società più trasparente.

Contratto per il web - Contract for the web

Ogni giorno, oltre limiti geografici e temporali, ci muoviamo, pensiamo e agiamo attraverso idee, pareri e conoscenze condivise.

Abitiamo nei social network, nei blog e nelle community. Tutto è ormai facilmente alla portata di un touch (clic). Grazie alle sue dinamiche collaborative il digitale sta cambiando il mondo, modificando radicalmente i bisogni e i diritti dell’uomo. Oggi, avere diritto alla conoscenza implica l’esistenza di un sapere sociale percepito non come una proprietà esclusiva e difficile da raggiungere, ma come un bene comune di facile accessibilità.

Questa “società della conoscenza condivisa” si fonda sulla trasmissione di informazioni e visioni tra utenti aventi pari dignità e “autorità conoscitiva”. È in gioco un tipo di conoscenza maggiormente egualitaria, esperenziale (non indiscutibile e sempre nel vivo di ciò che accade) e solidale (ognuno di noi si riconosce nei pareri, nelle emozioni e nelle sensazioni trasmesse da altri). 

Il web è nato per cambiare il mondo e per renderlo un posto migliore connettendo tra loro persone con idee liberamente e universalmente disponibili. Questo era l'obiettivo del suo “inventore” Tim Barners Lee. Molte, purtroppo, sono le popolazioni del pianeta che non sono ancora in grado di accedere ai suoi benefici a causa di costi inaccettabili o politiche governative troppo restrittive. 

Il web ha le sue regole. Ogni condivisione di conoscenza è anche una condivisione di responsabilità: ognuno di noi ha il compito di salvaguardare il suo accesso facile, libero e sicuro (per esempio è necessario se non vitale interrogarsi sulla tutela dei dati personali degli utenti). Oltre 80 organizzazioni, in rappresentanza di alcuni governi, sono state coinvolte e si sono impegnate a sostenere lo sviluppo di nuove politiche digitali. 

Contract for the Webè un vero e proprio contratto per la salvaguardia web che assicura a ogni individuo, ovunque esso sia, il diritto di potersi connettere a Internet liberamente e in modo sicuro. Per rendere tutto ciò realizzabile sono stati fissati obiettivi da raggiungere.

Secondo lo scenario digitale futuro ipotizzato, entro il 2025 1GB di dati mobili non costerà più del 2% del reddito medio mensile; entro il 2030 l’accesso a Internet (a banda larga) sarà disponibile al 90% dei cittadini; almeno il 70% dei ragazzi di età superiore ai 10 anni e gli adulti svilupperà competenze in materia tecnologica, di informazione e di comunicazione (TIC). 

All’interno di questo scenario tutti gli stakeholder nazionali e internazionali hanno il compito di sviluppare una regolamentazione chiara ed efficiente sui meccanismi di risoluzione delle controversie, di moderazione e sull'eliminazione dei contenuti al fine di limitare gli impatti della disinformazione. Lo scopo è quello di assicurare percorsi efficaci verso un accesso facile e sicuro a Internet. Ogni tipo di rimozione di contenuti illegali sarà fatta in modo coerente con la legge sui diritti umani: saranno infatti proposte leggi e regolamenti nazionali per garantire l'effettiva applicazione dei diritti stabiliti dai trattati internazionali sui diritti umani, come per esempio la libertà di espressione, associazione e riunione pacifica. 

Per quanto riguarda il rispetto e la protezione dei diritti fondamentali sulla privacy e sui dati online delle persone molto è stato già fatto. Oggi, chiunque utilizzi i dati personali di un soggetto è tenuto a rilasciare una chiara informativa per illustrare le finalità e le modalità di trattamento dei dati, mentre il soggetto che fornisce i dati può verificare la correttezza del trattamento e, in alcuni casi, revocare il proprio consenso. La materia, tuttavia, resta molto dibattuta: l’applicazione di queste regole al mondo del web implica numerose difficoltà proprio sul tema del controllo, spesso considerato come il principale ostacolo alla libera circolazione delle informazioni. Al fine di rendere il flusso di informazioni trasparente a garanzia e tutela degli interessati, nel 2008, in occasione della Conferenza internazionale delle Autorità di Protezione dei dati, 70 authority si sono riunite per valutare i rischi dovuti all’innovazione delle tecnologie. In particolare, il tema dei social network ha sollevato la necessità di colmare alcuni importanti vuoti legislativi relativi alla trasparenza delle informazioni e al controllo da parte degli utenti sui dati che li riguardano e le impostazioni di default orientate alla privacy. Tutte le nazioni si impegnano, all’interno delle loro giurisdizioni, a ridurre al minimo la propria raccolta di dati a ciò che è adeguato, pertinente e necessario per raggiungere un interesse pubblico chiaramente specificato.

Synesthesia, svolge un ruolo da protagonista all’interno di questo scenario. Ogni giorno immagina e realizza progetti per il web nel rispetto dei diritti fondamentali sulla privacy e nel rispetto della libertà d’informazione.
Un mondo digitale migliore è possibile, basta pensarlo, volerlo, progettarlo e renderlo più “trasparente” e accessibile per tutti.

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